La practice NPL & Special Situations si rivolge a operatori istituzionali — banche, fondi specializzati, servicer, investitori opportunistici — che operano sul mercato dei crediti deteriorati italiani ed europei e sulle operazioni di special situations corporate. Il mercato NPL italiano, dopo il ciclo di smaltimento del 2017-2022, è oggi un mercato secondario maturo da 250-300 miliardi di euro residui, con dinamiche di pricing e processo molto diverse dal primario.
L’attività si declina su tre famiglie di servizi. Advisory su portafogli NPL: supporto in fase di valutazione (review collateral, perimetro, recovery curve), strutturazione di operazioni di vendita o cartolarizzazione, modelling di scenario su tempi di recovery, due diligence buy-side per investitori secondari. Single name advisory: gestione di posizioni unitarie sopra una certa soglia, dove la complessità giuridica (procedure concorsuali in essere, accordi di ristrutturazione ex art. 67 o 182-bis, transazioni stragiudiziali) richiede figure di coordinamento tra studio legale, perito immobiliare, restructuring advisor e investitore.
Special situations corporate è la terza linea — carve-out di asset in difficoltà, ristrutturazioni di gruppo con cessione di rami non strategici, operazioni di turnaround con cambio di azionariato. Qui il confine con l’M&A tradizionale è sottile: la differenza è che l’azienda target è sotto stress finanziario o operativo, e la negoziazione include sempre componenti di rinegoziazione del debito o coinvolgimento di creditori istituzionali. Per gli operatori NPL la value proposition è un advisor che parla sia la lingua del recupero crediti sia quella del deal M&A, evitando la frammentazione tipica del settore in silos professionali separati.