Project Description

Overview

Sono stato incaricato come advisor indipendente per la valutazione propedeutica alla cessione di una società italiana a un primario operatore multi-utility. L’obiettivo era definire un range difendibile in due diligence e sostenere la negoziazione con un compratore industriale molto selettivo sui ritorni. Il lavoro ha evidenziato un forte disallineamento tra aspettative del venditore e prezzi di mercato: il closing è avvenuto su un corrispettivo pari a circa il 25% delle stime iniziali del cliente.

Client Profile

Azienda italiana mid-size, con ricavi ricorrenti e componenti progettuali, esposta a cicli d’investimento e a contratti multi-anno con clienti enterprise/PA. Struttura di costo in normalizzazione post-crescita, capitale circolante assorbente, pipeline commerciale documentata ma con visibilità limitata su tempi e margini.

Approach

Ho ricostruito l’EV tramite multipli di comparabili e un DCF essenziale per scenari base/stress, con normalizzazioni su EBITDA, capex ricorrente e fabbisogno di working capital. Ho calcolato l’Equity Value con PFN e aggiustamenti WC “normativi”, testando sensibilità su tassi, mix ricavi e sconto rischio esecuzione. La narrativa di valutazione è stata allineata al punto di vista del buyer (hurdle rate e payback interni), chiarendo che sinergie e optionality non sarebbero state pagate upfront. Sono state ipotizzate alternative di struttura (earn-out, vendor loan light), poi scartate dal compratore.

Results

La perizia ha fornito un range credibile e negoziabile, usato come bussola nel tavolo con la multi-utility. In assenza di riconoscimento delle sinergie e alla luce dei rischi operativi emersi in diligence, il prezzo finale si è attestato su ~25% delle aspettative iniziali del venditore. Il processo ha permesso di chiudere in tempi certi, riducendo il rischio di deal drift e lasciando una base documentale riutilizzabile per future operazioni.